Bilancio, Cicetti: eliminati i controlli sull\'attività dei comuni

bilancio 2' di lettura Fano 13/03/2010 - Gli Enti locali stanno per approvare i loro Bilanci di previsione per il 2010. Il Bilancio di previsione è l’atto fondamentale con cui un Ente locale decide la sua attività finanziaria per attuare il proprio programma politico-amministrativo.

Negli ultimi ventanni una serie di leggi nazionali hanno eliminato la gran parte dei “controlli esterni “ sull’attività di Comuni e Province; hanno ridotto o annullato le responsabilità penali, amministrative, contabili e politico-amministrative degli Amministratori locali e in particolare, per i Comuni, del Sindaco e della Giunta. I risultati di questo lassismo normativo sono evidenti: ognuno può fare ciò che più gli piace e gli fa comodo. Ad esempio nel 1997 fu approvata una legge che di fatto vanificò il reato di abuso d’ufficio commesso da un pubblico Amministratore. Questo dopo che nel 1990 era stato abrogato il reato di interesse privato in atti d’ufficio. Se dalla responsabilità penale passiamo alla responsabilità per i danni provocati alle casse pubbliche da un Amministratore, le cose sono andate ancora peggio. Una legge del 1994 ridusse al minimo la responsabilità per danno erariale. In pratica da allora è diventato giuridicamente impossibile per la Corte dei conti condannare un Amministratore a pagare il danno che ha procurato per le sue incapacità, le sue omissioni, le sue colpevoli negligenze.



Tanto per completare l’opera, dopo aver smantellato buona parte del controllo penale e di quello contabile, nel 2001 furono aboliti i Comitati di controllo (CO.RE.CO.) che vigilavano sulla legittimità (cioè sul rispetto delle leggi) delle decisioni di Comuni e Province. Nel 2003 si emanò una legge burletta che istituì i cosiddetti “ Controlli interni “, cioè interni agli stessi Enti, che in definitiva controllano se stessi. A questo punto giungiamo al massimo del grottesco. Resta, teoricamente, la possibilità per la Corte dei conti di esercitare una verifica sui Bilanci; in realtà la Corte dovrebbe controllare che il controllore (cioè il “ controllo interno “ che guarda caso è nominato proprio da chi dovrebbe essere controllato, cioè dall’Amministrazione) abbia davvero controllato. Avrebbe detto il grande Totò: “ Ma mi faccia il piacere “. L’amara conclusione è che ormai nessuno risponde mai di niente.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-03-2010 alle 00:02 sul giornale del 13 marzo 2010 - 505 letture

In questo articolo si parla di attualità, bilancio, Enzo Cicetti





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