Luca De Filippo e Lina Sastri in Filumena Marturano

3' di lettura Fano 26/02/2010 - E\' una delle commedie di Eduardo De Filippo più famose, scritta nel 1946 per la sorella Titina e, numeri alla mano, la sua più rappresentata al mondo. Parliamo di Filumena Marturano che sarà al Teatro della Fortuna di Fano da martedì 2 a giovedì 4 marzo (inizio 21.15) e al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno venerdì 5 e sabato 6 (inizio 20.30).

Torna così la prosa al Teatro della Fortuna dopo una lunga parentesi dovuta allo svolgersi della prima parte della Torelliana che ha seguito le vie e i tempi del Carnevale. Commedie e Classici, cartellone di prosa della Fondazione Teatro della Fortuna in collaborazione con Amat (che cura anche il cartellone del Ventidio Basso in concerto con l’Assessorato alla Cultura di Ascoli), riprende il suo percorso con uno spettacolo che al suo secondo anno di vita continua ad avere tanto successo nei teatri di tutta Italia. Una produzione Teatro di Roma con la Compagnia di Luca De Filippo che ha ancora una volta affidato uno dei maggiori testi del suo illustre padre ad un altrettanto illustre regista. Francesco Rosi, dopo Napoli milionaria e Questi fantasmi!, firma questa Filumena per la quale ha voluto, accanto a Luca De Filippo nella parte di Domenico Soriano, una bravissima Lina Sastri che ricopre con passione e temperamento il ruolo del titolo, uno dei personaggi femminili più belli, impegnativi e completi scritti per il teatro.

Filumena Marturano, ex-prostituta, tolta dal postribolo da un napoletano borghese e benestante, Domenico Soriano, tenuta per venticinque anni nella casa di lui come amante, pur se in condizioni d\'inferiorità, è autrice di uno stratagemma per farsi sposare \"in extremis\" da Soriano, il quale vuole porre invece fine al legame. Lo stratagemma è una rivendicazione del sentimento di maternità. Filumena ha tre figli, avuti da tre uomini diversi. Li ha voluti, li ha cresciuti, li ha assistiti, rimanendo nell\'ombra senza mai rivelarsi come madre. Solo di uno è sicura la paternità, il figlio di Domenico Soriano, ma Domenico non lo sa e Filumena non glielo dirà mai, in nome della triplice maternità che difende con violenza perché \"i figli sono i figli e devono essere tutti uguali.\" E fino alla fine si batterà perché Soriano dia il proprio nome a tutti e tre i suoi figli oppure a nessuno. Eduardo diceva di aver scritto “una commedia sociale”, “un grido di ribellione” nel “mondo sconvolto e turbinoso” lasciato dalla guerra. “La commedia porta al pubblico - spiega Francesco Rosi - il problema dei diritti dei figli illegittimi, mentre nello stesso tempo l\'Assemblea Costituente svolgeva un dibattito sulla famiglia e sui figli nati fuori dal matrimonio. La tematica affrontata da Eduardo trova riscontro nell\'impegno dell\'Assemblea Costituente e offre materia di riflessione per affrontare il drammatico problema. Il 23 Aprile 1947 l\'Assemblea Costituente approva l\'articolo che stabilisce il diritto-dovere dei genitori di mantenere, istruire e educare anche i figli nati fuori dal matrimonio. Nel febbraio del 1955 verrà approvata la legge che abolirà l’uso dell’espressione “figlio di N.N.”.

In scena con Luca De Filippo e Lina Sastri gli attori Nicola Di Pinto, Antonella Morea, Silvia Maino, Gioia Miale, Carmine Borrino, Geremia Longobardo, Antonio D’Avino, Giuseppe Rispoli, Chiara De Crescenzo. Le scene sono del grande e compianto Enrico Job, i costumi di Cristiana Lafayette e le luci di Stefano Stacchini.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-02-2010 alle 17:28 sul giornale del 27 febbraio 2010 - 1207 letture

In questo articolo si parla di cultura, teatro, fano, teatro della fortuna, Fondazione Teatro della Fortuna





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