Il gioco è un diritto: anche la legge lo riconosce

a che gioco giochiamo pesaro 3' di lettura Fano 24/02/2010 - Sabato 27 febbraio (ore 9.30) incontro dedicato al Gioco in tutte le sue forme. Oggetto del dibattito la legge 10 della regione marche, per il riconoscimento del diritto al gioco ed il Manifesto delle città in gioco, a cura dell’associazione nazionale città in gioco (GioNa). Previsti anche numerosi interventi da parte dell’amministrazione provinciale, regionale e della Uisp.

L’incontro si terrà nella sala W. Pierangeli e vedrà la partecipazione attiva di: Matteo Ricci, presidente della provincia di Pesaro, Massimo Seri, assessore provinciale allo sport e al gioco, Vittoriano Solazzi, assessore provinciale alla cultura ed al turismo, Valter Vicini, presidente regionale della Uisp, Furio Honsell e Amilcare Acerbi per GioNa (associazione nazionale città in gioco). Durante il dibattito il presidente del consiglio regionale delle Marche , Raffaele Bucciarelli, illustrerà il contenuto della legge 10 approvata dalla regione Marche per il riconoscimento del diritto al gioco e per la promozione dello sport di cittadinanza.


La finalità della legge si comprende già dal primo articolo che descrive il gioco come “funzione sociale finalizzata alla formazione dell’integrazione sociale delle persone ed al miglioramento degli stili di vita”, e proprio “integrazione” e “aggregazione” sono state le parole usate da Matteo Ricci per descrivere l’iniziativa. Il presidente della provincia, seppur consapevole della difficoltà di “uscire da temi come crisi e lavoro”, ha riconosciuto l’importanza di pensare al futuro del territorio, un futuro felice in cui il gioco riveste un ruolo importante, “in linea con il modello di sviluppo della Provincia”. Ricci, nel corso della presentazione dell’evento, tenutasi mercoledì 24 febbraio nella sala giunta della provincia, ha citato una viabilità e nuovo piano urbanistico che in futuro lasceranno ampi margini di espressione all’attività ludica, come séguito pratico della legge 10 già approvata dalla regione.


“L’idea di promuovere la legge sul gioco è partita proprio da Pesaro”, ha affermato Valter Vicini, che ha anche ricordato che “la regione Marche è l’unica ad aver esteso il diritto al gioco alle persone di ogni età, mentre ancora l’ONU lo lega all’infanzia o lo riconosce solo ai ragazzi al di sotto dei 18 anni”. “Il gioco è la cassetta degli attrezzi che permette alla persona di formarsi”, ha poi proseguito, “sono le persone che scelgono come giocare, ma è compito delle amministrazioni educarle al gioco pulito”.


La legge 10, infatti, indica come referenti delle attività ludico- ricreative e motorio-sportive gli assessori, al gioco ed allo sport (della regione, della provincia e dei comuni): si tratta di un accostamento che, secondo Ricci, non deve rimanere puramente nominalistico, ma che deve essere accompagnato da una reale conoscenza della cultura del diritto al gioco e delle situazioni previste dalla norma. L’assessore Massimo Seri ha ugualmente ribadito il concetto, affermando che “le attività devono realmente essere svolte insieme” e che la legge 10 deve “stimolare la Regione per la sua applicazione”.


Il dibattito, dunque, si preannuncia ricco di spunti interessanti e di riflessioni non solo sul valore del gioco per la persona, ma anche sull’importanza e sul ruolo della pubblica amministrazione nella promozione del diritto al gioco (“A che gioco giochiamo?” è un’iniziativa gratuita ed aperta al pubblico; per tutte le info: 0721 359243).






Questo è un articolo pubblicato il 24-02-2010 alle 13:47 sul giornale del 25 febbraio 2010 - 681 letture

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