Centrale turbogas a Corinaldo: Confagricoltura esprime forti perplessità

 Confagricoltura 2' di lettura Fano 07/02/2010 - “Confagricoltura esprime forti perplessità sul progetto di una centrale a turbogas nella zona industriale di Corinaldo: l’associazione è contraria a qualsiasi intervento che limiti l’attività agricola”.

Crescono nel settore primario i timori per gli effetti che l’impianto potrebbe produrre sull’intera Valcesano: se ne fanno interpreti il presidente provinciale di Confagricoltura, Giuseppe Mariotti, e il direttore provinciale Denis Bernabucci.

Proprio in questi giorni, infatti, il consiglio direttivo dell’associazione ha valutato il progetto sulla centrale e ha individuato elementi di notevole rischio per l’agricoltura di quell’area, al confine fra le province di Pesaro-Urbino e Ancona, dove si trovano vigneti che producono vini Doc quali il Bianchello, il Verdicchio, il Pergola, e colture orticole innovative, avviate sulla base di ricerche universitarie, oppure che si qualificano grazie al prodotto biologico.


Si teme, inoltre, che altre imprese legate al settore primario, come nel caso degli agriturismi, possano subire contraccolpi negativi da infrastrutture troppo impattanti sulla bellezza dell’ambiente. Il riferimento è ai tralicci dei due elettrodotti che serviranno la centrale di Corinaldo e che avranno altezze superiori ai 50 metri.


Confagricoltura è da tempo impegnata in una lotta per la sopravvivenza dell’agricoltura, anche puntando sulla qualità e sulla salubrità del prodotto: l’associazione si chiede se queste due caratteristiche potrebbero essere contraddette da un impianto che emette fumi per circa 5 milioni di metri cubi all’ora, con ricadute su un territorio compreso nel diametro di almeno 40 chilometri. Alcuni ritengono però che la superficie interessata sia assai più estesa.


Confagricoltuta concorda inoltre con chi ha già sollevato forti dubbi sulla compatibilità della centrale a turbogas (870 MegaWatt) con il Piano energetico-ambientale della Regione, che prevede impianti di questo stesso tipo non superiori a una potenza elettrica di 100 MegaWatt. Confagricoltura rivolge un appello agli amministratori pubblici, ai tecnici e ai politici, perché valutino questi elementi con estrema attenzione, compresa la reale utilità dell’impianto nel campo delle politiche energetiche nazionali.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-02-2010 alle 17:30 sul giornale del 08 febbraio 2010 - 708 letture

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