Cecchi sul crocefisso: \'Siamo cristiani solo quando ci fa comodo?\'

crocefisso 2' di lettura Fano 27/11/2009 - Cancellare le feste religiose in calendario. E’ questa la provocazione lanciata dal capogruppo dell’Unione di Centro in Consiglio comunale, Pierino Cecchi, sul tema della sentenza della Corte Ue sul crocefisso nelle scuole.

\"In questi giorni - ha detto Cecchi - sono stati diversi gli interventi sugli organi d’informazione sulla sentenza della Corte europea dei diritti dell\'uomo di Strasburgo che ha deciso che non è possibile affiggere crocefissi in un istituto scolastico perché ciò costituisce “una violazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni” e una violazione alla “libertà di religione degli alunni”». L’Udc Fano, con il consigliere e capogruppo in Consiglio comunale Pierino Cecchi, in data 12 novembre 2009, aveva presentato un ordine del giorno dal titolo “Il crocefisso non si tocca”, che verrà discusso prossimamente in Consiglio.


\"L’Udc Fano - ha spiegato Cecchi - si è già espresso al riguardo, sostenendo che il crocefisso non significa solo adesione alla condivisione del cattolicesimo, ma è simbolo della tradizione, della storia, della civiltà e dell’identità italiana, risalente ad oltre duemila anni fa. Non é togliendo il crocefisso dalle aule delle scuole che il nostro Paese compirà un passo sul tema della laicità delle istituzioni, perché così si afferma solo il principio del laicismo più deteriore, quello della negazione coatta del ruolo del Cristianesimo.


Cristianesimo - ha continuato il capogruppo Udc - che insegna l’amore tra gli esseri umani e il rispetto delle persone. Non è questo un messaggio che possa turbare gli animi dei nostri ragazzi, o mettere a disagio chi lo vede appeso al muro, e quindi da oscurare. Così, dopo il rifiuto di menzionare le radici cristiane della Costituzione europea, ecco un altro lungimirante atto dei nostri illuminati governanti europei e rappresentanti provinciali, che vogliono aggiungere ulteriori simboli e che, evidentemente, non sanno individuare altri strumenti tesi a favorire la convivenza tra le persone di differente confessione religiosa». «Perché allora - ha concluso provocatoriamente Cecchi - in nome della laicità, non decidiamo di cancellare tutte le festività religiose in calendario? O siamo cristiani solo quando ci fa comodo?\"






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-11-2009 alle 13:33 sul giornale del 28 novembre 2009 - 2205 letture

In questo articolo si parla di politica, corcefisso


Mi pare puramente limitativo che il simbolo dell’Universalità, per eccellenza sia usato come simbolo dell’identità italiana o europea. Ricordiamo che Cristo è arrivato al sacrificio di sé stesso per dimostrare che siamo tutti fratelli, figli di Dio. <br />
Pertanto, se vogliamo difendere il Crocifisso non dobbiamo permettere che se ne faccia un uso improprio fuori dal culto, tantomeno quale strumento di divisione, analogamente al dialetto ed al colore della pelle.<br />
Perdipiù da coloro che adorano il dio Po e Odino, e celebrano funzioni e matrimoni Celtici.e voglono respingere i migranti. <br />
Ieri il Papa poi ci ha ricordato: \"Anche Gesù era un migrante”.<br />

Mi pare puramente limitativo che il simbolo dell’Universalità, per eccellenza sia usato come simbolo dell’identità italiana o europea. Ricordiamo che Cristo è arrivato al sacrificio di sé stesso per dimostrare che siamo tutti fratelli, figli di Dio. <br />
Pertanto, se vogliamo difendere il Crocifisso non dobbiamo permettere che se ne faccia un uso improprio fuori dal culto, tantomeno quale strumento di divisione, analogamente al dialetto ed al colore della pelle.<br />
Perdipiù da coloro che adorano il dio Po e Odino, e celebrano funzioni e matrimoni Celtici.e voglono respingere i migranti. <br />
Ieri il Papa poi ci ha ricordato: \"Anche Gesù era un migrante.\"<br />