Mondolfo: Vergoni, l\'unità amministrativa è fondamentale per la nostra realtà

Enrico Vergoni 2' di lettura 24/11/2009 - \"La notizia riportata dagli organi di stampa, dell’apertura di un “dialogo” tra i rispettivi comitati cittadini è lodevole e va sicuramente nella giusta direzione\".

Ho sempre ritenuto infatti che la visione amministrativa non debba scaturire da occhi campanilistici ed identitari ma tenedo in considerazione parametri oggettivi che mirino allo sviluppo della sua città nella sua interezza, perchè il fatto che Marotta se la deve vedere con due comuni significa ,in primo luogo che è la sua vitalità economica a rischiare di essere messa in difficoltà. Qui non si tratta di “lagnanze” fine a se stesse ma di un sistema di sviluppo di una città di medie dimensioni che viene palesemente frenato dal non essere contenuto in un unica dimensione amministrativa. Pensiamo ad esempio agli operatori turistici che devono fare i conti con due piani spiaggia e altrettanti piani acustici, o ai nostri commercianti che se la vedono con regolamenti per i pubblici servizi adottati senza il ben che minimo coordinamento e si potrebbe continuare citando la questione del cimitero o i piani urbanistici per i nostri costruttori.



Per questi motivi il referendum è l’unico traguardo che abbiamo davanti, e dobbiamo lottare per raggiungerlo anche perchè sono convinto che tra la cittadinanza la questione sia molto più sentita rispetto a dieci-quindici anni fa, lo vedo quotidianamente dalla pagine di marottaunita.it, progetto web seguito ogni giorno da centinaia di contatti. Quello che dobbiamo sforzarci di far capire è che l’unità amministrativa sotto Mondolfo è fondamentale per la nostra realtà specie ora che si è dissolta l’Unione Valcesano: la nostra vallata ha sempre sofferto l’essere schiacciato tra la realtà fanese e Senigallia; un mosaico di piccole tessere, piccoli comuni di poche migliaglia di abitanti,divisi in due provincie con un sistema viario ottocentesco e alla foce una cittadina spezzettata in tre comuni.



La mission dell’ente sovracomunale era proprio quella, al di là dei servizi e di una razionalizzazione delle risorse, di fare squadra perchè insieme si “pesava” di più nei tavoli che contano, ora che il progetto è naufragato l’ultimo treno, a mio avviso, resta la creazione di un macro–comune costiero che superi i 15.000 residenti. La sfida si presenta difficile ma non possiamo tirarci indietro e quindi o legge regionale o raccolta firme!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-11-2009 alle 16:45 sul giornale del 25 novembre 2009 - 1232 letture

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