Consiglio comunale monografico sulla crisi: intervento Mattioli

giacomo mattioli 7' di lettura Fano 11/11/2009 - Prendo spunto da una riflessione emersa durante la conferenza della Giornata Provinciale per la Sicurezza nei luoghi di lavoro, che si è svolta nei giorni scorsi a Pesaro. In quella sede si ricordava come il corretto punto di vista per analizzare le dinamiche del lavoro sia quello che mette al centro dell’attenzione la persona, e non la produzione; credo che questo sia ancor più valido quando parliamo di crisi.

Se infatti è vero che tutti ormai concordiamo dell’affermare che in un qualsiasi ambito lavorativo la produzione e le esigenze ad essa collegate non debbano mai scavalcare i diritti e i doveri dei lavoratori, tanto più ritengo che bisogna prestare attenzione a questo aspetto in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, in cui la situazione è praticamente la stessa ma vista “al negativo”, come una fotografia.

In un periodo di crisi, infatti, il rischio che si corre è quello che si cerchi di risparmiare e fare economie sulla pelle dei lavoratori: oggi non è quindi la produzione a venire prima, ma è il risparmio che tende ad avere il sopravvento e a giocare un ruolo preponderante a discapito della persona. Ma una gestione imprenditoriale oculata, come non assume troppa manodopera in una fase di boom della produzione, allo stesso modo non manda a casa tutti i propri lavoratori quando le cose vanno male né scappa dal territorio in cui ha fatto le proprie fortune.

Come fare dunque per restare a galla in questo periodo di crisi?

Come già hanno dimostrato alcune grosse imprese della nostra Provincia ed anche della nostra stessa città, una via percorribile è quella della FORMAZIONE: si cerca di mettere a frutto le ore di inattività per investire sul proprio personale, al fine di riqualificare i lavoratori in vista di un impiego diverso, oppure per aumentare il loro livello di professionalità nell’ottica di arrivare ad avere la stessa produttività ma a costi inferiori. Una seconda strada percorribile è quella della RICONVERSIONE. Una gestione imprenditoriale attenta può analizzare i dati di mercato e capire se e in quale modo siano percorribili percorsi alternativi, se cioè esistano i margini per orientarsi verso una produzione o dei servizi diversi, più appetibili sul mercato. Ed è proprio qui che entra in gioco un altro aspetto, forse determinante: la crisi non riguarda infatti solo il lavoro, ma anche le IDEE.

Personalmente ritengo che non c’è vera crisi finché ci sono idee: è la crisi delle idee quella che deve preoccuparci di più, forse ancor di più di quella, comunque drammatica, che stiamo attraversando ora. E un mezzo per scongiurare la crisi delle idee è quello di investire su sé stessi. Proprio nei giorni scorsi nella nostra città abbiamo assistito all’apertura di nuove attività, sia commerciali che di consulenza, da parte di alcuni giovani (che tra l’altro ho il piacere di conoscere) i quali hanno capito che il miglior modo per resistere alla crisi è quello di investire sulla loro professionalità, sulle loro idee, vivendo da protagonisti la lotta alla congiuntura economica.

Questo è un messaggio forte, rivolto al mondo del lavoro e alle istituzioni: ma queste persone non possono e non devono essere lasciate sole. Ecco perché sono necessari alcuni interventi, da parte delle istituzioni ma non solo, che questa Amministrazione ha già messo in atto o sta mettendo in atto, ed ha contestualmente richiesto ad altri soggetti.

Credo che sia meritevole la volontà di stanziare 300.000 euro in più per aiutare le piccole imprese e per far fronte all’emergenza sociale: da una parte si cerca infatti favorire l’accesso al credito delle imprese, mentre dall’altra si viene incontro a chi non riesce più a pagare affitti, bollette, tariffe dei servizi comunali. Certamente sarà necessario trovare la maniera più opportuna per destinare questi fondi: compatibilmente con i regolamenti comunali di assegnazione delle risorse, crediamo che un’idea interessante potrebbe essere quella di basare gli interventi sulle fasce di reddito attualizzate.

La stessa cosa sta facendo ASET, che ha istituito un fondo destinato a chi non è in grado di pagare le bollette, una fascia tariffaria per le famiglie numerose, ed inoltre consente la rateizzazione dei pagamenti delle bollette stesse. Lo stesso contributo, in termini di impegno, va però richiesto anche ad altri enti, come le banche: quelle banche che, secondo noi, oltre a ricevere devono anche saper dare.

Un Comune, da solo, non ce la può fare: lavorando in sinergia con gli istituti di credito, invece, le risposte alla cittadinanza possono essere ben più esaurienti. Ma un’Amministrazione seria e responsabile non può rivolgersi solo alla gestione dell’emergenza, come detto finora: per riuscire a voltare davvero pagina sono necessarie risposte di tipo strutturale. Ecco perché, oltre a quanto già fatto e a quanto si farà per assistere chi ha perso l’occupazione, è necessario cercare di alimentare il mercato del lavoro, con gli strumenti che si hanno a disposizione.

Un enorme ruolo propulsivo in tal senso può venire dal Piano Regolatore Generale: tra pochi giorni scadranno i termini per la presentazione delle osservazioni al Programma Pluriennale di Attuazione, poi finalmente il PRG diventerà immediatamente attuabile e molte imprese locali, edili ma non solo, troveranno nuova linfa per sostentarsi. Un altro notevole impulso verrà anche dal Piano Casa: in questo Consiglio Comunale presto discuteremo e delibereremo il recepimento della “Legge Regionale per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica e difendere l’occupazione”. Un discorso a parte merita il progetto delle Terme di Carignano, che una volta partito porterà decine di milioni di euro di investimenti nella nostra città, senza contare la benefica ricaduta in termini di turismo e di indotto.

Oltre a questo, è nostra intenzione lavorare al più presto ai Piani Particolareggiati delle B.5 e delle strutture ricettive non solo per aumentare ancor di più le possibilità di lavoro delle imprese locali, ma anche per incentivare il turismo e rilanciare anche tutte quelle attività che proprio sul turismo si fondano. E quando si parla di turismo non si può non parlare di manifestazioni: Carnevale, Fano dei Cesari, Fano Yacht Festival, Fano Jazz, rassegne teatrali (e mi scuso per tute quelle che per brevità non ho citato ma che comunque lo meriterebbero) vanno da una parte sostenute e dall’altra fortemente pubblicizzate, nei tempi e nei modi più adeguati a favorire il maggior afflusso possibile di turisti.

Molti dei relatori di questo Consiglio Comunale monografico hanno parlato nei loro interventi di energie rinnovabili e di bioedilizia: da tecnico impiegato nel settore dell’energia mi auguro davvero che in futuro su questi temi si possa dialogare serenamente, senza volerli legare ad una particolare appartenenza politica. Infine concordo con quanto sostenuto dal capogruppo del PD Ciancamerla riguardo alla preoccupazione per le limitazioni degli investimenti dovute al patto di stabilità, anzi aggiungo che una proposta valida per poter fare investimenti al di fuori di questi vincoli sia quella di creare la STU, indipendentemente dall’operazione-Caserma, per valorizzare il patrimonio comunale e allo stesso tempo avere risorse da investire sul territorio per rilanciare l’economia.

In conclusione ringrazio chi ha richiesto questa seduta monografica del Consiglio Comunale, e ribadisco che da parte nostra l’attenzione alle problematiche legate alla crisi economica è sempre alta, e la porta per chi vuole portare contributi concreti e non strumentali è sempre aperta.


da Giacomo Mattioli
Consigliere Comunale - La Tua Fano
Presidente della Commissione Urbanistica-Ambiente




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-11-2009 alle 14:36 sul giornale del 12 novembre 2009 - 730 letture

In questo articolo si parla di fano, politica, Lista civica \"La tua Fano\", la tua fano, Giacomo Mattioli