Mondolfo: Vergoni, i cittadini contrari alla decisione di allontanare il crocefisso

3' di lettura 05/11/2009 - \"Il dibattito e gli schieramenti che si sono sviluppati in seguito alla sentenza europea dimostrano che il tema appassione le coscienze e che la grandissima parte dei cittadini, cattolici e non, credenti e non, è contraria alla decisione di allontanare il crocefisso dai muri delle aule pubbliche\".

In un certo modo dunque un risultato è stato raggiunto: anche se opposto a quello cercato da chi ha sollevato la questione, oppure no? Magari qualcuno cercava proprio questo: creare una contrapposizione, porre una questione di intolleranza per accendere le intolleranze. In realtà tutte le persone profondamente religiose, che difendono il dialogo e rispettano la coscienza di ciascuno, hanno vissuto con disagio questi giorni di provocazione e di levata di scudi. E’ strumentale per esempio che alcuni cittadini chiedano alla Stato di tutelare la loro sensibilità religiosa (anche l’ateismo lo è!) contro un altra sensibilità religiosa ma è anche strumentale anche il fatto che molti si siano gettati in una difesa del Crocefisso che sa di crociata; forse mossi più da un calcolo politico che dall’amore per il Crocefisso.



Difendono il simbolo del cristianesimo molti non credenti giudicandolo un patrimonio culturale della nostra civiltà; ma non è facile sostenere che l’umiliazione, la povertà e la sofferenza di nostro Signore siano davvero il fondamento della attuale società e della nostra cultura. Lo difendono anche i credenti ricordando che nei paesi islamici, per esempio, non vi è certo un analogo rispetto per le pratiche religiose latine, ma sono convinto, la reciprocità non è un buon segno,mi pare troppo simile alla legge del taglione assai poco cristiana visto che il Vangelo impone di dare il buon esempio per primi e impone anche di dare il mantello a chi ci ruba la tunica. Credo che noi cristiani dovremmo cogliere questa occasione per spiegare le ragioni più alte e più nobili della nostra posizione, non quelle ispirate alla polemica e agli interessi di parte. Che i Crocefissi appesi in tanti luoghi pubblici siano segni purtroppo poco eloquenti per la coscienza di giovani e adulti è un fatto purtroppo evidente, in questi giorni c\'è la possibilità di spiegare a tutti cosa è davvero il Crocifisso, quale sofferenza, quale speranza, quale libertà esprime.



Un invito rivolto a tutti per riflettere sulle verità più profonde della vita; lo aveva fatto venti anni fa Natalia Ginzburg scrittrice ebrea nata in Sicilia ai primi del secolo scorso: “il Crocefisso non genera nessuna discriminazione, è la, muto e silenzioso, è il segno del dolore umano. Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino. Per i cattolici è il Figlio di Dio, per i non cattolici può essere semplicemente l’immagine di un uomo che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla Croce per amore del prossimo...Prima del Crocifisso nessuno aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali, fratelli al di là del colore della loro pelle e al di là del loro credo...Questo dice il Crocifisso a tutti...E’ il contrario di tutte le guerre...il contrario degli aerei che sganciano bombe...”






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-11-2009 alle 16:24 sul giornale del 06 novembre 2009 - 2826 letture

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