Secondo incontro della rassegna \'Verso lei: donne in poesia\'

FRANCA GRISONI Fano 04/11/2009 - Da almeno trent’anni a questa parte, mentre il dialetto andava lentamente scomparendo dalle bocche dei parlanti, sostituito dall’italiano standard che entrava in ogni casa attraverso la televisione, la poesia in dialetto dava risultati altissimi, con personalità come il milanese Franco Loi, i romagnoli Tonino Guerra e Raffaello Baldini, l’anconetano Franco Scataglini.

In un consapevole o meno atteggiamento di rivalsa contro la civiltà industriale che andava cancellando origini, memorie e particolarità, restituendo alla vita di ogni giorno uno sfondo anonimo e uniforme, diversi poeti recuperavano il dialetto. Oltre ai poeti anche i cantautori (un esempio su tutti: Fabrizio De Andrè con “Creuza de ma”). Quello che contraddistingue gli esiti più alti è, come ha scritto Montale, il fatto di usare il dialetto come una lingua vera e propria, non come un vernacolo, giocando sull’effetto di novità che si può ottenere traducendo dall’italiano anche un luogo comune.

Alla poesia in dialetto è dedicato il secondo appuntamento della rassegna “Verso lei: donne in poesia”, organizzata dal Comune di Fano, dall’assessore alle pari opportunità Maria Antonia Cucuzza e dal Centro Documentazione delle Donne. L’incontro, giovedì 5 Novembre alle 18:00, nella sala di rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano (via Montevecchio 114) è con Franca Grisoni, una delle più importanti voci della poesia italiana contemporanea. Originaria di Sirmione sul Garda, Franca Grisoni scrive nel dialetto del suo paese. Ha pubblicato diversi libri di poesia (tra cui “L’oter”, Einaudi 1988 e “La giardiniera”, 2001) e ricevuto importanti riconoscimenti come il premio Bagutta opera prima e il premio Viareggio. Nel 2009 la casa editrice Morcelliana di Brescia ha raccolto tutte le sue poesie, dall’esordio (La böba, 1986), fino alla recente raccolta inedita Fiat.

“Il fiato spirante è quello dello sposo che torna a farle visita dall’aldilà o che riaffiora dalla memoria (…)? O è quello Sovrumano che si cela come in una maschera nel volto vivo e umanissimo dell’uomo amato?” scrive il critico Pietro Gibellini nella prefazione, sottolineando il filo tenace che nella poesia della Grisoni lega l’umano e il divino, l’umile e il trascendente. “La boba – letteralmente l’upupa, ma in senso traslato una persona sciocca, stolida, incantata – è una tipica eroina del nostro tempo, della razza dei personaggi di Dostoevskij e Musil, incalzati da una drammatica insufficienza” ha scritto Franco Brevini a proposito del primo libro della Grisoni.

L’autrice dialogherà con il pubblico e ripercorrerà la sua opera, un ventennio e più dedicato alla poesia, alla conoscenza, all’ascolto. L’attrice Maria Flora Giammarioli leggerà alcuni suoi testi nella traduzione in lingua. Paola Magi farà un intervento sul dialetto della nostra città. Interverrà e leggerà i propri versi anche la giovane poetessa Azzurra D’Agostino di Bologna, autrice delle raccolte D’in nci’un là (2003) e Con ordine (Lietocolle, 2005).





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-11-2009 alle 11:19 sul giornale del 05 novembre 2009 - 745 letture

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