Marotta: Diotallevi, la Regione dimentica le esigenze del nostro territorio

carlo diotallevi 2' di lettura Fano 30/10/2009 - Nelle scorse settimane si è tenuta la riunione del comitato Pro Marotta Unita alla quale invitato ha partecipato anche il capogruppo della lista civica “Per cambiare”, Carlo Diotallevi.

Dalla relazione del presidente Vitali è emerso che purtroppo le delibere adottate sia dal consiglio comunale di Mondolfo che, per la prima volta, da quello di Fano per chiedere alla Regione di attivarsi, attraverso l’indizione di un referendum popolare, al fine di risolvere questa assurda divisione amministrativa, non hanno ancora sortito effetto. La Regione come al solito ha dimenticato le esigenze del nostro territorio. Con l’unificazione territoriale di Marotta, il Comune di Mondolfo diverrebbe il terzo della Provincia per numero di abitanti e ne guadagnerebbe dal punto di vista amministrativo, economico e turistico. Marotta e Mondolfo non possono più essere penalizzati da un confine anacronistico anche perché ora ci sono tutti i presupposti tecnico-giuridici per giungere all’unificazione.



Su questo tema sono in piena sintonia anche con il Sindaco Cavallo che si è adoperato concretamente e sinceramente per Marotta unita ma senza ottenere risposte dalla Regione. Infatti nonostante gli importanti passi in avanti e le tante promesse dei vari assessori regionali ad oggi la questione non è stata ancora dibattuta in giunta e nessuno ha avanzato ufficialmente una proposta di legge per indire il referendum. Credo che a questo punto il comitato debba dare un ultimatum alla Regione e all’assessore marottese Vittoriano Solazzi affinchè presentino urgentemente, entro 15 giorni al massimo, la proposta di legge. Fu proprio durante il suo mandato come sindaco di Mondolfo che il consiglio comunale approvò la seconda delibera relativa alla determinazione dei confini dell’unificazione territoriale, che poi venne inviata in Regione.



La cosa paradossale è che quando Solazzi poi è stato eletto in consiglio regionale nel 2005 si è improvvisamente dimenticato della delibera e non ha, come avrebbe per coerenza dovuto, presentato la relativa proposta di legge. Se Solazzi non dovesse impegnarsi in tal senso, smentendo incredibilmente se stesso, il comitato si troverebbe a dover urgentemente procedere per l’unica strada rimasta: la proposta di legge d’iniziativa popolare attraverso la presentazione di 5000 firme per chiedere un nuovo referendum dove a votare siano solo i cittadini di Marotta di Fano, quelli eventualmente interessati allo spostamento amministrativo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-10-2009 alle 18:24 sul giornale del 31 ottobre 2009 - 893 letture

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