Nautica in rosso, chiudono 25 cantieri

barca civitanova sebenico Fano 23/11/2008 - Anche i dati Infocamere confermano per la prima volta il trend negativo del settore.

Nautica in flessione? Solo fino a pochi mesi fa ipotizzare difficoltà in questo settore poteva sembrare quasi una barzelletta ed invece i contraccolpi della crisi internazionale hanno cominciato a farsi sentire pesantemente anche in provincia di Pesaro e Urbino Un territorio che fino ad ora ha vantato performance da record con una crescita esponenziale dell’intero comparto, almeno fino allo scorso anno, comincia invece a dover fare i conti con un trend decisamente negativo. I dati degli ultimi 9 mesi, forniti dal Centro studi Sistema CNA su dati Infocamere, parlano della chiusura in provincia di Pesaro e Urbino di ben 9 cantieri sui 140 attivi (il 63,6% sul totale marchigiano), specializzati in costruzioni e riparazioni di grandi imbarcazioni.




Sono 16 invece le ditte che hanno cessato l’attività su 95 esistenti (il 66,9% dell’intero settore nelle Marche), specializzate nella costruzione di imbarcazioni da diporto e sportive. A fronte di tante cancellazioni sono 25 (7 nell’industria e 18 nel diporto), quelle che hanno aperto i battenti (magari cambiando forma societaria), negli ultimi 9 mesi. Ma sono i dati sulle esportazioni a confermare la flessione del settore. Se nel secondo semestre del 2007 le esportazioni ammontavano a 106 milioni di euro di euro, nello stesso periodo di quest’anno l’export pesarese della nautica si è fermato a 94 milioni e mezzo di euro con una flessione di ben 11,5 milioni di euro. Ad analizzare la situazione è Moreno Bordoni, responsabile provinciale di CNA nautica.




“Stanno cominciando ad arrivare segnali preoccupanti da un po\' tutto il settore. E’ in difficoltà la nautica da diporto, quella specializzata nella produzione e allestimento di piccoli e medi natanti, e dunque una buona fetta della cantieristica locale. Tiene invece la produzione del superlusso e dunque dei mega yacht destinati in prevalenza ai mercati arabi, sui quali però sta iniziando una pericolosa opera di delocalizzazione dei cantieri. E’ in affanno anche il settore del rimessaggio e del refitting dove la componente artigiana è prevalente. Soffre in generale tutto l’indotto, quello delle piccole aziende artigiane impegnate negli allestimenti (falegnami, impiantisti, tappezzieri), e soffrono anche le imprese della fornitura”.




Secondo CNA nautica va invece bene il Cantiere navale di Pesaro che si è specializzato nella costruzione di yacht e imbarcazioni con grandi autonomie (fino a 6mila miglia), in grado di compiere traversate transoceaniche mentre anche in questo caso le grandi commesse (gasiere, traghetti e trasporto merci), stanno prendendo la strada dell’estero (Danzica in particolare) per la mancanza di infrastrutture al porto di Pesaro. “Ed insieme alla crisi economica quello della mancanza di infrastrutture - dice Moreno Bordoni - sta diventando il vero freno allo sviluppo. Anzi. In molti casi si può dire che proprio l’assenza di logistica sta invitando molti dei cantieri locali ad andarsene da questo territorio. Non c’è solo il caso di Pesaro. C’è la famosa questione della strada delle barche di Fano”. S




econdo il responsabile di CNA nautica “occorre lasciare da parte le polemiche e tener fede agli impegni. Esiste un progetto, i soldi (della Regione Marche) ci sono. Per questo bisogna recuperare il troppo tempo perduto ed evitare che molta della cantieristica locale abbandoni definitivamente questa provincia per mancanza di infrastrutture. Sarebbe una sciagura per tutti”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-11-2008 alle 01:01 sul giornale del 24 novembre 2008 - 1212 letture

In questo articolo si parla di attualità, CNA Pesaro





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