Sd: prg, una scelta urbanistica senza identità

sinistra democratica Fano 22/11/2008 - La Provincia ha espresso parere favorevole al Prg fanese, ma quello che ne è uscito è un progetto urbanistico senza identità. Un’occasione persa per Fano che segna una sostanziale sconfitta politica per l’amministrazione comunale.

La coppia Aguzzi- Falcioni ha dato a questa città l’impronta di una cementificazione disorganizzata e pensata solo per portare voti. Come spiega il servizio urbanistica della Provincia, nella sua relazione, questo piano guarda al passato più che al futuro perché ricalca come impostazione il Prg vigente, elaborato oltre vent’anni fa, con scelte “non riconducibili a definire una nuova idea di città territorio”. In altri termini il nuovo Piano regolatore generale sancisce la rinuncia da parte della politica al suo ruolo: progettare il futuro attraverso una pianificazione che fonda politiche sociali ed innovazione architettonica promuovendo la qualità della vita. Il piano non integra neppure i valori minimi - i vincoli morfologici, idrogeologici, paesaggistici e storico culturali – che sono il patrimonio di sensibilità urbanistica sedimentato nel tempo ed elevato al rango di norma.


Ne deriva un modello incerto, incoerente, contraddittorio e soprattutto sovradimensionato: è per questa ragione che la Provincia ha tagliato oltre 60 comparti per circa 150.000 metri quadrati di superficie edilizia. Eccessiva la previsione di incremento demografico del 15 per cento nei prossimi dieci anni, addirittura abnorme quella per le aree commerciali e direzionali (più 230 per cento) e le strutture turistico alberghiere (più 190 per cento), velleitario il tentativo di trattenere la popolazione nelle zone rurali (obiettivo peraltro condivisibile) con una previsione generalizzata (B.5) “priva di qualsiasi fondamento urbanistico”. Nell’insieme un lavoro non accurato e approssimativo, tanto che si resta allibiti a leggere nella relazione della Provincia che “il testo normativo in molti punti fa riferimento a disposizioni legislative superate o non tiene conto di quelle entrate in vigore”. Purtroppo diversi indizi rivelano una elaborazione maturata ad un livello ancor meno nobile: quello che viola l’etica e tende a costituire vantaggi individuali o di gruppo, trasformando la politica in un esercizio di potere piuttosto che in una pratica di servizio.


In un certo senso la cartina di tornasole è la zona dell’ex zuccherificio. Invece di cogliere la sfida urbanistica della riconversione industriale - che la stessa giunta ha accreditato tra le sue finalità – l’amministrazione comunale ha preferito piegarsi agli interessi dei più grandi costruttori. Al posto di servizi ed abitazioni, nell’area che avrebbe dovuto qualificare la città del terzo millennio, sorgeranno capannoni. I poteri forti sono diventati ancora più forti e il sindaco Aguzzi perfeziona l’inganno nei confronti dei cittadini iniziato con lo slogan “a Fano si cambia”. I fanesi evidentemente sono migliori di chi governa.


da Claudio Mari
Consigliere provinciale Sd




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-11-2008 alle 01:01 sul giornale del 22 novembre 2008 - 781 letture

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