Mondolfo: un caso si scabbio alla scuola di Marotta

scuola 19/11/2008 - Alla scuola Campus di Marotta un bambino ha contratto una malattia infettiva detta “Scabbia” e l’Asur 3 di Fano aveva deciso di non fare nessuna profilassi perché secondo il “protocollo” un caso isolato e non merita altra attenzione se non l’invio di lettera indirizzata ai soli genitori di detta classe con i consigli sulle profilassi da adottare a casa, senza nemmeno una visita di personale sul posto.

Il “caso” notificato il 14/11/2008 alle ore 11.27 alla Direzione didattica di Mondolfo, dal Dipartimento di Prevenzione - Servizio Igiene e Sanità Pubblica sono stati consegnati agli alunni della sezione interessata solo il giorno 17/11/2008. I genitori di tutto il plesso scolastico che conta 260 alunni divisi in sole dieci classi, sono indignati e quindi si sono messi in contatto il Direttore Didattico e l’Asur 3 chiedendo un tempestivo e urgente impegno delle istituzioni affinché intervenga personale medico per attuare un controllo specifico su tutti i bambini ed eventuale disinfestazione per combattere questo pericoloso acaro ( parassita ).


I genitori hanno deciso che in mancanza di tali controlli da parte degli organi competenti di non inviare a scuola i propri figli, ricordiamo infatti che la scabbia è una malattia infettiva contagiosa che colpisce la pelle. Un tempo legata a situazioni di povertà e scarsa igiene, la scabbia può colpire oggi persone di ogni ceto sociale, indipendentemente dall’igiene personale. La scabbia è provocata da un parassita (sarcoptes scabiei), un acaro invisibile ad occhio nudo, che scava cunicoli sotto la cute umana, dove depone le sue uova, da cui in alcuni giorni si sviluppano i parassiti adulti. Il sintomo principale della scabbia è il PRURITO, che inizia dopo un periodo variabile da 2 a 6 settimane dal contatto con l’acaro.


Il prurito aumenta di intensità la notte, in quanto il calore del letto incrementa l’attività degli acari. Sulla cute compaiono lesioni di vario tipo, come papule (piccole chiazze rosse in rilievo), vescicole e lesioni lineari, corrispondenti ai cunicoli scavati dall’acaro. Possono essere presenti croste o infezioni della pelle conseguenti al trattamento. Le zone più frequentemente colpite sono: gli spazi fra le dita delle mani e dei piedi, i polsi, i gomiti, le ascelle, le regioni sottomammarie, l’addome, i genitali maschili e le natiche. Come si trasmette La scabbia si trasmette per contatto con la cute della persona affetta e/o con la biancheria del letto e gli indumenti contaminati.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-11-2008 alle 01:01 sul giornale del 19 novembre 2008 - 1261 letture

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