Successo degli speciali antiquariato

antiquariato Fano 11/11/2008 - Successo inaspettato e benaugurante hanno fatto registrare nel corso di quest\'anno gli \"speciali antiquariato\" organizzati dal servizio commercio dell\'Amministrazione Comunale a complemento delle edizioni mensili della Mostra Mercato, svoltesi la seconda domenica di ogni mese.

Lo speciale di novembre, intitolato a “Tappeti e Tessuti a Fano”, ospitato nella suggestiva cornice dell\'Auditorium Sant\'Arcangelo, ha accolto oltre un migliaio di visitatori, piacevolmente colpiti dalla ben equilibrata esposizione di arredi sacri, preziosi tappeti, trini e merletti provenienti da collezioni private e meravigliosi tesori gentilmente concessi dalle Suore Carmelitane Scalze del Monastero “S.Teresa” di Sant\'Andrea in Villis, dall\'Istituto Palazzi Zavarise di Fano che negli anni centrali dello scorso secolo hanno ospitato una fiorente scuola di ricamo per cieche e sordomute e dall\'Istituto d\'Arte Apolloni che ha messo a disposizione pizzi, merletti ed arazzi abilmente lavorati dagli allievi della scuola negli anni \'60.



La mostra é stata arricchita dai particolari delle riproduzioni di alcuni dipinti di proprietà della Pinacoteca Civica e della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, oltreché da alcuni”ricordi”, provenienti dalla Biblioteca Federiciana, di Angiola Bianchini, che ha legato il suo nome al campo dell\'educazione infantile per la quale si prodigò in modo instancabile soprattutto nella città di Fano. La mostra é stata curata dal Prof. Giulio Marcucci, cordinato da un numero imprecisato di “amici appassionati” che hanno messo a disposizione, ognuno nel suo campo, la propria professionalità per la buona riuscita dell\'esposizione. Ospiti d\'eccellenza sono stati l\'Assessore ai Servizi Educativi del Comune, Gianluca Lo Martire e S.E. il Vescovo Armando Trasarti che ha espresso il suo personale apprezzamento per l\'esposizione e si é anche intrattenuto con Laura Lippera e Paola Bartoletti, abilissime dimostratrici di alcune lavorazioni, quali il tombolo, il macramé ed il ricamo. La Fiera Mercato dell’Antiquariato di Fano è organizzata dall’Assessorato ai Servizi Economici del Comune con il sostegno della Cassa di Risparmio di Fano, anche in questo caso dimostratasi particolarmente sensibile alle arti e tradizioni della città.



La necessità aguzza l’ingegno, recita un famoso proverbio, lo sapevano bene i nostri antenati del Neolitico che, per ripararsi dal freddo, si spogliarono delle pelli conciate sostituendole con abiti di fibre vegetali intrecciate (soprattutto lino) lavorate su rudimentali telai. Smessi i panni del cacciatore nomade e indossati quelli del contadino e dell’allevatore, ai nostri antidiluviani predecessori bastò poco per comprendere che gli ovini non erano solo una fonte di cibo. Ci piace pensare che fu una carezza distratta al morbido vello di una pecora a far scattare la scintilla che portò l’uomo a scoprire la lana e, di conseguenza, alla nascita della filatura, la prima vera applicazione tessile della materia prima naturale. E dal giorno in cui quella pecora si ritrovò nuda, spogliata dei suoi candidi riccioli, ne sono stati fatti di progressi nel campo della tessitura che troviamo, a buon diritto, sul podio dei mestieri artigianali più antichi dell’umanità. Ma che cos’è un tessuto? Un intreccio di fili, certo, ma qual è la tecnica per ottenerlo? In cosa consiste, in due parole, la tessitura? Un perfetto connubio di due soli elementi, trama e ordito.



Simile ad un quieto amante l’ordito aspetta, ben teso sul telaio, che l’unico filo della trama lo percorra da una parte all’altra per dare vita ad una creatura nuova. Tela, organza, mussola, fustagno e taffettà sono solo alcuni dei molteplici tipi di tessuto nati dall’intreccio di una o più fibre (animali o vegetali) che si abbracciano sul telaio. Ma i fili possono anche scegliere altri talami su cui rincorrersi e avvinghiarsi come il tombolo, strumento utilizzato per la tessitura di pizzi e merletti, o anche un altro tessuto, come nel ricamo. E a proposito di talami, pensando ai tessuti, la mente vola immediatamente a rievocare immagini sopite, viste sui libri di storia o in qualche film, di donne illuminate da caldi raggi di luce, magari sedute su sedie a dondolo di vimini, intente a preparare il corredo nuziale. Lenzuola, federe, tovaglie e asciugamani erano gli elementi portanti che ogni fanciulla recava in dote al futuro marito e, neanche a dirlo, più ricca era la famiglia della sposa, più prezioso era il corredo.



E ancora, parlando di tessuti preziosi e continuando a seguire il filo delle associazioni, lasciamo le stanze dei novelli sposi per voltare lo sguardo in direzione dell’altare davanti al quale si sono promessi amore eterno. Stole, scapolari, camici e cotte, ma anche centrini, fazzoletti e tutto ciò che comprende un servizio da messa sono qui di finissimo tessuto e splendidamente decorati con fili d’oro. A ben guardare quindi, ovunque e in ogni momento, nella vita di tutti i giorni, i tessuti ci avvolgono. Non solo quelli che indossiamo ma anche quelli che, semplicemente, ci circondano.



Dalla tovaglia che rallegra la nostra tavola al bel tappeto persiano in salotto, dalla fodera del divano al centrotavola di pizzo della bisnonna ogni filo può regalarci una storia. Volete saperne una? Nei primi anni del Novecento la Duchessa di Montevecchio scoprì, nel corso di una ricerca sui lavori femminili nelle Marche, un vecchio libro con il disegno di un ricamo eseguito attorno al Millecinquecento nelle nostre zone: tale particolare lavorazione è oggi conosciuta come “punto Fano”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-11-2008 alle 01:01 sul giornale del 11 novembre 2008 - 805 letture

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