Il credito, un bene comune da tutelare

Bene Comune 3' di lettura Fano 08/11/2008 - Molti gli argomenti che verranno trattati all’incontro che si terrà sabato 8 novembre alle ore 17,30 presso la Sala del Consiglio Comunale di Fano, in via Nolfi 116, con Roberto Mazzotti (direttore generale di Iccrea Holding, la capogruppo delle Banche di Credito Cooperativo), con Paolo Manoni di Banca Popolare Etica e Paolo Tamburini, esperto in materia bancaria. Coordinerà i lavori Carlo De Marchi.

La crisi internazionale dei mercati finanziari, ed in particolare del sistema bancario, non ha ancora terminato i suoi effetti negativi. Secondo alcuni esperti, è anzi previsto che alcune gravi ripercussioni debbano ancora manifestarsi pienamente e che, comunque, l’onda lunga di questa crisi debba durare ancora per molto tempo. Le sue conseguenze purtroppo interesseranno molte persone, molte di più di quanto oggi sia possibile immaginare, in quanto la progressiva mancanza di fiducia in un sistema, provoca effetti a catena spesso incontrollabili.


Ma quali sono i fattori che hanno provocato questa grave instabilità finanziaria? Perché la progressiva diminuzione di eticità non è stata corretta da regole che sembravano più che adeguate? Quali sono le reali contromisure che i governi pensano di mettere in campo per non far precipitare la situazione? Quale è il motivo per cui le banche, oggi, fanno sempre meno quello che è il loro compito originario, ossia la concessione del credito, per intraprendere nuove attività finanziarie più pericolose e meno controllate? Su questi temi tutti i cittadini dovrebbero maggiormente informarsi, per evitare in futuro gli inganni, in cui la maggior parte di noi spesso è caduta, di un meccanismo che spingeva su investimenti irrazionali, frutto di bolle speculative, che gli esperti sapevano che sarebbero prima o poi scoppiate. Ma per fortuna non dobbiamo ripartire da zero. Esiste una parte di economia, nel nostro Paese, che già da tempo si sforza di coniugare etica ed economia. Che è attenta alle regole e che si ispira a valori sani. Quindi non tutte le banche sono uguali, ci sono banche che ancora tengono nella dovuta considerazione gli interessi dei soci, degli investitori e dei risparmiatori. Banche che possono rappresentare il punto di partenza per il “risanamento morale” di un sistema finanziario che deve tornare ad ancorarsi all’economia reale, ai veri bisogni delle famiglie e delle imprese, e non al consumo di beni inutili, superflui, e spesso anche dannosi per la salute del nostro pianeta.


Ma lo Stato non può bruciare una enorme quantità di denaro pubblico solo per “salvare” un sistema che invece va cambiato, né per garantire un “salvacondotto” a chi è responsabile del mancato rispetto delle regole. Tutti dobbiamo pretendere maggiore trasparenza, innanzitutto, sull’uso delle risorse pubbliche, e che esse siano destinate realmente a tutelare il credito come bene comune, nell’interesse delle imprese e dei risparmiatori.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-11-2008 alle 01:01 sul giornale del 08 novembre 2008 - 918 letture

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