Torna la Fiera dell\'Antiquariato

fano 5' di lettura Fano 06/11/2008 - La seconda domenica di ogni mese nelle principali vie del centro storico di Fano si svolge la Fiera Mercato dell\'Antiquariato con orario continuato dalle 8,30 alle 19,30. 

La Fiera si sviluppa lungo il percorso interno al centro storico della città, da Largo di Porta Maggiore a Piazza Avveduti, comprendendo nel percorso tutta l’area del Chiostro di San Domenico. Oltre all’attività espositiva mensile, il programma della manifestazione ha previsto per l\'anno 2008 alcuni appuntamenti dedicati all’antiquariato specialistico. L’ultimo “Speciale 2008” programmato per il mese di novembre è dedicato ai “Tessuti e Tappeti a Fano”. La mostra sarà organizzata dal servizio commercio del Comune di Fano e curata da Giulio Marcucci e sarà allestita presso l’Audito-rium Sant\' Arcangelo di Corso Matteotti. L’inaugurazione della mostra avverrà alle ore 16,30 di sabato 8 e proseguirà nella giornata di domenica, dalle 9,30 sino alle 19,30.



Oltre all’esposizione di preziosi tessuti e tappeti legati alla storia ed alle tradizioni della città sarà dato opportuno risalto alle loro lavorazioni, quali il ricamo,il tombolo ed il macramé. Dalle ore 15 di domenica giochi e laboratori per bambini sull\'arte dell\'intreccio di fronte all\'Auditorium, ed in caso di maltempo tale attività sarà svolta presso una sala del servizio commercio in Corso Matteotti. Alle ore 16 si svolgeranno delle relazioni a tema “ L\'arte dell\'annodare” “I merletti che vengono dal mare” di Laura Lippera e “Pizzo a fuselli” “Il tombolo, arte domestica raffinata” di Paola Bartoletti. Seguiranno dimostrazioni pratiche delle due relatrici ed altre abili artigiane. La Fiera Mercato dell’Antiquariato di Fano è organizzata dall’Assessorato ai Servizi Economici con il sostegno della Cassa di Risparmio di Fano ed un numero imprecisato di “amici appassionati ” che hanno collaborato all\'iniziativa.



TESSUTI E TAPPETI

La necessità aguzza l’ingegno, recita un famoso proverbio, lo sapevano bene i nostri antenati del Neolitico che, per ripararsi dal freddo, si spogliarono delle pelli conciate sostituendole con abiti di fibre vegetali intrecciate (soprattutto lino) lavorate su rudimentali telai. Smessi i panni del cacciatore nomade e indossati quelli del contadino e dell’allevatore, ai nostri antidiluviani predecessori bastò poco per comprendere che gli ovini non erano solo una fonte di cibo.



Ci piace pensare che fu una carezza distratta al morbido vello di una pecora a far scattare la scintilla che portò l’uomo a scoprire la lana e, di conseguenza, alla nascita della filatura, la prima vera applicazione tessile della materia prima naturale. E dal giorno in cui quella pecora si ritrovò nuda, spogliata dei suoi candidi riccioli, ne sono stati fatti di progressi nel campo della tessitura che troviamo, a buon diritto, sul podio dei mestieri artigianali più antichi dell’umanità. Ma che cos’è un tessuto? Un intreccio di fili, certo, ma qual è la tecnica per ottenerlo? In cosa consiste, in due parole, la tessitura? Un perfetto connubio di due soli elementi, trama e ordito. Simile ad un quieto amante l’ordito aspetta, ben teso sul telaio, che l’unico filo della trama lo percorra da una parte all’altra per dare vita ad una creatura nuova. Tela, organza, mussola, fustagno e taffettà sono solo alcuni dei molteplici tipi di tessuto nati dall’intreccio di una o più fibre (animali o vegetali) che si abbracciano sul telaio.



Ma i fili possono anche scegliere altri talami su cui rincorrersi e avvinghiarsi come il tombolo, strumento utilizzato per la tessitura di pizzi e merletti, o anche un altro tessuto, come nel ricamo. E a proposito di talami, pensando ai tessuti, la mente vola immediatamente a rievocare immagini sopite, viste sui libri di storia o in qualche film, di donne illuminate da caldi raggi di luce, magari sedute su sedie a dondolo di vimini, intente a preparare il corredo nuziale. Lenzuola, federe, tovaglie e asciugamani erano gli elementi portanti che ogni fanciulla recava in dote al futuro marito e, neanche a dirlo, più ricca era la famiglia della sposa, più prezioso era il corredo. E ancora, parlando di tessuti preziosi e continuando a seguire il filo delle associazioni, lasciamo le stanze dei novelli sposi per voltare lo sguardo in direzione dell’altare davanti al quale si sono promessi amore eterno.



Stole, scapolari, camici e cotte, ma anche centrini, fazzoletti e tutto ciò che comprende un servizio da messa sono qui di finissimo tessuto e splendidamente decorati con fili d’oro. A ben guardare quindi, ovunque e in ogni momento, nella vita di tutti i giorni, i tessuti ci avvolgono. Non solo quelli che indossiamo ma anche quelli che, semplicemente, ci circondano. Dalla tovaglia che rallegra la nostra tavola al bel tappeto persiano in salotto, dalla fodera del divano al centrotavola di pizzo della bisnonna ogni filo può regalarci una storia. Volete saperne una? Nei primi anni del Novecento la Duchessa di Montevecchio scoprì, nel corso di una ricerca sui lavori femminili nelle Marche, un vecchio libro con il disegno di un ricamo eseguito attorno al Millecinquecento nelle nostre zone: tale particolare lavorazione è oggi conosciuta come “punto Fano”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-11-2008 alle 01:01 sul giornale del 06 novembre 2008 - 898 letture

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