Urbania: il museo più macabro...è con le mummie

mummie di Urbania 3' di lettura Fano 13/08/2008 - E\' di certo uno dei musei più macabri da visitare: il cimitero delle mummie, racchiuso all\'interno della Chiesa dei Morti a Urbania. Nella cripta, dietro l\'altar maggiore, sono esposti 18 corpi mummificati naturalmente.

La storia ha inizio nel lontano 1567 quando ad Urbania, l\'allora Casteldurante, è nata la Confraternita della \"Buona Morte\". Sotto il patronato di San Giovanni Decollato, 120 fra laici e religiosi, promulgarono, assieme al Cardinale Giulio Feltrio della Rovere, lo statuto della Confraternita, composto da ben 31 capitoli. Scopo preciso del pio sodalizio era il trasporto gratuito dei cadaveri, l\'assistenza ai moribondi e specialmente ai giustiziati, la registrazione in appositi libri dei defunti e la distribuzione delle elemosine ai parenti dei defunti. La sepoltura dei corpi avveniva nel retro della piccola chiesa, in un terreno adibito a cimitero. Nei primi anni del 1800, Napoleone Bonaparte, emanò un editto (Saint Cloud) che istituiva i cimiteri extraurbani per ragioni sanitarie. Partirono anche nel piccolo cimitero di Urbania i lavori di riesumazione dei corpi che, incredibilmente, riaffiorarono intatti.


Nel 1833, i 18 corpi mummificati, furono esposti dietro l\'altare della Cappella che da allora prese il nome di Chiesa dei Morti. Solo negli anni \'60-\'70, alcuni antropologi e biologi diedero una spiegazione scientifica del fenomeno. Sembra infatti che una particolare muffa (hipha bombicina pers) ne abbia provocato l\'essiccazione. In pratica i corpi, oltre alla struttura scheletrica hanno la pelle, gli organi, in alcuni casi i capelli, gli organi genitali … Oltre a ciò, ognuno dei 18 personaggi, nasconde vicende e storie di sorprendente rilevanza. Al centro del gruppo il priore Vincenzo Piccini, la moglie e il figlio. Tra le mummie quella del fornaio detto \"Lunano\" e della donna morta per parto. A seguire si trova un giovane accoltellato in una veglia danzante, con lo squarcio della lama; poi l\'impiccato. Fra tutti spicca il corpo di chi, si racconta, fu sepolto vivo in stato di morte apparente e si risveglio nella tomba. Da cornice, nell\'insolito museo, si possono ammirare il lampadario fatto di ossa e teschi. Quest\'insolito museo attira ben oltre 13 mila visitatori all\'anno, considerando che nel periodo invernale le visite si effettuano soltanto due volte al giorno, rimanendo poi chiuso per l\'intera giornata, è un dato davvero interessante. Come d\'interesse scientifico si può parlare per i tanti giornalisti e troupe televisive che annualmente si occupano del cimitero delle mummie. Qualche anno fa una equipe medica seguita da uno staff di tecnici televisivi arrivo dall\'america per girare uno speciale documentario per il National Geographic.


Un ulteriore studio venne eseguito in loco dagli antropologi e medici statunitensi. \'Dissero che Canonico Muscinelli, uno delle mummie, aveva sicuramente il diabete -racconta Giuseppe Ducci, storico custode delle mummie di Urbania- presenti invece acute forme di artrite in diverse mummie. Tra le probabili cause di decesso di alcuni corpi: la polmonite. Raggi x, endoscopie e analisi fisiologiche sono state effettuate sul posto. Sul caso del sepolto vivo e la donna morta di parto cesareo l\'equipe non si era sbilancia, ma dalle loro facce traspariva una chiara perplessità sulla storia legata alla triste fine di quelle due persone\'. Sono solo alcune delle piccole novità emerse in quella settimana di studi effettuati dal National Geographic sui 18 mummie, rispetto a quelli emersi negli anni \'70 e \'80. Un ulteriore pubblicità per Urbania che grazie al cimitero delle mummie riesce a calamitare numerosi turisti e visitatori, forse attratti proprio da quell\'inspiegabile gusto del macabro o dell\'aldilà che tanto affascina.

Il cimitero delle mummie è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18. Infolinee: 0722.313140








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-08-2008 alle 01:01 sul giornale del 13 agosto 2008 - 1602 letture

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