Rapa: ripensare il turismo. Divisi e narcisi, raccogliamo solo le briciole

spiaggia 3' di lettura Fano 24/03/2008 -

Il ponte pasquale è passato, con tutto il suo carico di nuvole e di pioggia: scampagnate ridotte al minimo, rimandate a tempi migliori le prime \"tintarelle\" primaverili.


Per chi fa turismo non è tempo di bilanci, ma di previsioni: quanti vacanzieri passeranno per Fano e dintorni nei prossimi mesi? Si fermeranno a lungo o per pochi giorni? Il sistema turistico locale è all\'altezza di una concorrenza sempre più agguerrita?




Bruno Rapa, ex presidente Apt Fano e albergatore di Ponte Sasso, si rivolge a colleghi e amministratori, di Fano e delle cittadine limitrofe:


«La Pasqua è troppo bassa per consentire un\'analisi del possibile andamento della prossima stagione estiva, ma alcune considerazioni vanno fatte.


Nel nostro territorio, vallata del Metauro e del Cesano, mancano gli eventi importanti che possono richiamare i turisti anche e soprattutto in bassa stagione al contrario di quanto accade a Pesaro con eventi sportivi nazionali e Urbino con mostre di livello internazionale per non parlare di altre località marchigiane e nazionali.


Visto l\'esiguità di risorse, i Bronzi di Pergola, per esempio, invece di portarli in Canada, investiamo per organizzare un grande \"evento scultoreo\" sul territorio portando qui magari quelli di Riace.


I piccoli teatri, gioielli unici per la loro qualità e articolazione territoriale, perché non utilizzarli per fare manifestazioni usufruibili (musica, balletti,arte funambolica ecc.) per un pubblico internazionale con eventi che possano attrarre gente da fuori (e non solo locale) in particolare nei mesi di bassa stagione?


Se si continua ad organizzare manifestazioni di modesto spessore culturale, folcloristico o storico concentrate a giugno, luglio e agosto, si fa un\' utile e necessaria accoglienza, ma si abdica alla necessità primaria di allungare la stagione.


Inoltre, per avere più presenze a maggio e settembre, non basta un impegno da parte degli enti pubblici diverso e più consapevole.

Ci vuole anche un approccio organizzativo e promozionale più \"imprenditoriale\" da parte dei privati.


E\' assurdo e autolesionista continuare a credere di poter far fronte, individualmente, alla concorrenza di chi può offrire singoli prodotti migliori e a costi inferiori rispetto al nostro.


Eppure, sono rare le zone che hanno così tante \"peculiarità di rilievo\" concentrate in uno spazio limitato come nelle nostre vallate.

Mare, sole, spiaggia, paesaggi e ambienti naturalistici, alberghi, campeggi, agriturismi, stabilimenti balneari, residences, rocche e castelli, storia, teatri, folclore, impianti sportivi, gastronomia, artigianato e industria di pregio il tutto usufruibili in pochi chilometri.


Noi continuiamo a venderli in modo distinto ed ognuno per proprio conto.


Considerato che la stragrande maggioranza di queste attività sono di ridottissime dimensioni, gli operatori divisi e narcisi e che il confronto è con chi ha più risorse e strumenti operativi, siamo destinati ad arrancare se non ad arretrare mentre i nostri competitori aumentano le loro presenze e lavorano 6/8/10 mesi all\'anno.


Di qui la necessità da parte delle istituzioni di confrontarsi in modo più concreto e costruttivo con chi si occupa di turismo e dei privati, trovare nuovi metodi e strumenti di collaborazione per offrire un \"nuovo prodotto turistico\" con \"modalità e forme diverse\" rispetto a quello che si sta facendo ora (assolutamente caotico, parcellizzato e dispersivo) al fine di interessare i viaggiatori anche quando non c\'è il sole».








Questo è un articolo pubblicato il 24-03-2008 alle 01:01 sul giornale del 25 marzo 2008 - 812 letture

In questo articolo si parla di politica, Jacopo Zuccari, spiaggia fano





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