Immigrati in aumento a Mondolfo. Vergoni: non facciamoci prendere dalla paura

Enrico Vergoni 2' di lettura Fano 19/03/2008 -

La scorsa settimana il capogruppo del centro destra Diotallevi ha posto la questione dell\'immigrazione nei nostri territori dipingendola come un problema sociale.




Esiste però tutta una varietà di scenari alternativi che, anche muovendo dagli stessi dati, possiamo immaginare. Scenari complessi per problemi complessi, la cui sostenibilità dipende in prima analisi dal tipo di soluzioni politiche che saremo in grado di elaborare, comunicare ed approvare nel prossimo futuro.


Durante ogni campagna elettorale verifichiamo che il tema è di quelli che smuovono gli umori di pancia dell\'opinione pubblica: xenofobia, tolleranza e legittime istanze di sicurezza che si mescolano in un puzzle confuso il cui rischio è quello di dimenticare che a fronte di clandestini e delinquenti ve ne sono molti di più che ogni giorni aprono un impresa, soprattutto nei servizi, che lavorano regolarmente, che iscrivono i propri bambini nelle scuole italiane o che mettono da parte somme di denaro per far studiare i figli nelle nostre univerità spinti da una forma di riscatto simili a quella che nel dopoguerra ha significato il nostro rilancio economico.


La nostra sfida deve essere di rendere possibile che il bambino figlio di immigrati che nasce oggi nell\'ospedale di Fano e che tra qualche giorno verrà per la prima volta nella sua e nostra città possa essere nel 2040 un professionista o un lavoratore specializzzato.


Ben lontano quindi dagli stereotipi del delinquente che vive di espedienti o del venditore di strada. Per questo chi si occupa di politica deve essere in grado di immaginare e costruire risposte sostenibili perchè se l\'immigrato diventa un emarginato oppure un imprenditore dipende in primo luogo dal tipo di politiche che perseguiamo.


Noi amministratori locali chiediamo al prossimo parlamento più poteri e responsabilità: dall\'implementazione amministrativa delle regolarizzazioni alla gestione dell\'accoglienza e dell\'integrazione dei nuovi arrivati in virtù di quel principio della sussidiarietà, di matrice cristiana prima ancora che comunitaria, secondo cui l\'intervento della mano pubblica deve attuarsi al livello più vicino al cittadino.


Soprattutto servono fondi maggiori per una programmazione intesa come messa a punto degli strumenti per risolvere la complessità del presente e dell\'avvenire perchè è proprio del futuro di quel bambino che dobbiamo preoccuparci nell\'affrontare una materia tanto delicata come l\'immigrazione sapendo coniugare dialogo interculturale e sicurezzza dei cittadini.


Occorre per questo, come disse venti anni fa Beniamino Andreatta in un convegno della CEI, \"lungimiranza e coraggio perchè questo fenomeno in una società complessa non può essere lasciato allo spontaneismo\", ed è proprio quest\'ultimo che trovo nelle parole di Diotallevi.



da Enrico Vergoni
consigliere Unione Comuni Valcesano




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-03-2008 alle 01:01 sul giornale del 19 marzo 2008 - 1668 letture

In questo articolo si parla di politica, enrico vergoni


LaTrasparenzaInFiore

L\'ipocrisia non ha confini caro Enrico.<br />
L\'Italia, sta morendo sia nell\'espressione della lingua sia nella razza.<br />
Sul concetto di razza vorrei soffermarmi prima che sia colpito dalla sinistra:<br />
Il concetto di razza va ben oltre quella definita con la Germania nazista e con l\'Italia fascista. Per razza s\'intende un gruppo di persone che per ragioni di convivenza, ambientali, sociali, climatiche, ecc accomuna usi e costumi.<br />
Altro aspetto anche se fuori tema: l\'italiano è quell\'individuo che mediamente conosce molto male l\'inglese ma è anche quello che lo utilizza più diffusamente nel parlato: inserire termini inglesi nel parlato italiano fa \"cool\"...vedete ci sono cascato anche io ora;...ma il welfare?<br />
Se poi aggiungiamo la bassissima natalità non è azzardato affermare la morte della razza italiana tra massimo 4 generazioni.<br />
E allora non avremo più il negozio di pasta all\'uovo ma quello di kebab, non avremo più la chiesa ma la moschea, non avremo più le creme solari, non ce ne è bisogno (avremo tanta melanina nella pelle)...<br />
<br />
Italiano popolo in via di estinzione...<br />
<br />
Poi per concludere molto spesso si da poco valore alla memoria storica sociale degli individui.<br />
Nella mia seppure breve esistenza...posso affermare che quello che vedo oggi non ha niente a che fare con il passato e il mio non è un pensiero decadentista bensì è l\'evidenza che la mia memoria storica è stata offesa dall\'invasore.

vergoni ha ragione i figli degli immigrati sono nati quì,fraquentano le nostre scuole fin dall\'asilo...vanno visti come italiani perchè lo sono...

La trasparenza in persona

Se leggessi bene il significato di razza precedentemente descritto daresti ragione anche a me:<br />
<Per razza s\'intende un gruppo di persone che per ragioni di convivenza, ambientali, sociali, climatiche, ecc accomuna usi e costumi.><br />
Per cui un ragazzo di colore nato in Italia è assimilabile al gruppo Italia, anche se dal punto di vista somatico presenta delle differenze inequivocabili.<br />
Se poi questo studia lavora è onesto, sarà integrato nella nostra società senza problemi.<br />
Vergoni, abile paroliere, tende a generalizzare il discorso sugli immigrati perché Diotallevi si riferisce a quelli che portano solo delinquenza e la relazione aumento criminalità aumento numero immigrati è obiettiva e diretta. Per cui lasciamo da parte la \"xenofobia\" e prendiamo in mano i dati diretti. <br />
Questa è la solita e ormai famosa ipocrisia che caratterizza l\'ambiente del centro-sinistra.<br />




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