Caserma Paolini, De Marchi: no alla cittadella dei servizi. Urgente ripopolare il centro storico

Bene Comune Fano 20/03/2008 -

Comunità è oggi una parola che spesso indica ciò che non c\'è più, ciò che ci è venuto a mancare.

Il ricordo delle nostre comunità marchigiane ci rimanda ad esperienze di comunità fatte di prossimità, di buon vicinato, di mutualismo; il presente ma soprattutto il futuro ci propongono nuovi vicinati caratterizzati dal dover essere contemporaneamente, locali e globali.





Non è certamente l\'oggetto della disputa la necessità di comprare dallo Stato un edificio strategico per la città su cui tutti concordano, anche se forse l\'affare lo hanno fatto il sottosegretario Visco e i suoi uffici, visto che il manufatto cadente e con diversi vincoli non avrebbe trovato tanti privati interessati e che il terreno venne regalato dal nostro comune nel 900 ed ora lo andiamo a pagare.



Ma è sulle STU che molti cittadini poco avvezzi alle operazioni \"di finanza creativa\" fanno fatica a comprendere la bontà dell\'operazione.

Non sono tanti i Comuni come il nostro che posseggono edifici e terreni che risultano i depositi preziosi posti nella cassaforte della nostra comunità e non dimentichiamo per cosa sono stati lasciati da concittadini del secolo scorso che specificatamente nei loro lasciti testamentari hanno indicato che erano le Opere Pie, gli Istituti Riuniti di Beneficenza, l\'Ente Comunale di Assistenza i destinatari finalizzati a garanzia della sicurezza sociale nostra e delle future generazioni.


Abbiamo una città che invecchia con dati inconfutabili, nel 2022 l\'Istat certifica che la nostra Regione avrà un incremento della popolazione anziana del 40%, come stiamo affrontando questa problematica?

Con quale programmazione il PRG ha preso in esame questo impatto sui processi organizzativi dei servizi?


A fronte di questa necessità si costruisce una struttura nuova per non autosufficienti a San Lazzaro per 30 posti e se ne chiude una già esistente, il Sant\'Arcangelo, che ha 33 posti, inaugurata dall\'amministrazione del Sindaco Mazzoni (1982).

Tutte le residenze protette nel Comune di Fano attualmente operative devono ridurre posti per ottemperare alla normativa regionale che ha giustamente richiesto standard di qualità per concedere le autorizzazioni.

I non autosufficienti sono oltre 1500 e non abbiamo servizi territoriali sufficienti tanto che se oggi un anziano deve essere messo in struttura residenziale il primo posto a disposizione lo si può trovare nel Comune di San Lorenzo in Campo.


Nel Prg del Comune di Reggio Emilia, solo per citare un Comune attento al futuro dei suoi anziani, avevano previsto un Centro Diurno per non autosufficienti per quartiere e gran parte sono stati già costruiti e sono operativi.

Nel nostro Comune c\'è un solo centro diurno per 15 posti privato, quando nei prossimi decenni, prevedendo una contrazione dell\'offerta della badanti, questi centri diurni sono considerati indispensabili nella rete dei servizi per gli anziani.


Interi fabbricati del centro storico sono abitati solo da anziani, spesso abbiamo case estremamente pericolose con barriere architettoniche e non adatte per persone che hanno abbondantemente superato 80 anni.

Un centro storico spopolato perché il ricambio è reso impossibile dagli alti costi degli immobili e le giovani coppie vanno a Bellocchi e a Fenile, ma ci sono anche famiglie che sono andate nei comuni limitrofi a Lucrezia, a San Costanzo.


Un centro storico che si trasforma lentamente in una grande Casa di riposo se i dati statistici di chi lo abita ci dicono che la media è di over 65/70.

E\' quindi urgente spostare degli uffici da dove attualmente sono ubicati a poche centinaia di metri e fare la cosiddetta cittadella dei servizi?


Un centro storico unico nella sua bellezza, che lentamente degrada, fanno fatica i commercianti anche perché la crisi si fa sentire pesantemente, fanno fatica gli anziani che lo vivono, è quindi un progetto strategico costituire una STU per condividere con privati parte di palazzi antichi per valorizzarli e per metterli su un mercato immobiliare i cui costi saranno proibitivi per chi vorrà venirci ad abitare?

Vogliamo un centro storico museo bello ma vuoto del vissuto non più luogo da abitare?


E\' una utopia ripensare al centro pedonalizzato come luogo da abitare e alla caserma come contenitore di appartamenti \"a misura\" di anziani, dotati di tutti i comfort resi disponibili dalle tecnologie innovative e appartamenti per giovani coppie e studenti per far rivivere questa nostra bella città?





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-03-2008 alle 01:01 sul giornale del 19 marzo 2008 - 985 letture

In questo articolo si parla di fano, politica, Carlo De Marchi, consigliere comunale Bene Comune