Secessione Valmarecchia: dopo il no della Regione, interviene Vannucci

Massimo Vannucci| Fano 02/03/2008 - «Mi allineo al \"no\" della Regione Marche alla secessione ma non possiamo ignorare il grido di allarme che sale dalla Valmarecchia». L\'onorevole Massimo Vannucci (Pd), in attesa del via libera alla ricandidatura in Parlamento, continua la sua attività e il suo impegno per il territorio. E prende posizione sullo \"stop\" arrivato da Ancona alla \"fuga\" dei sette comuni marchigiani che gravitano su Novafeltria.




«Non si può che comprendere ed essere d\\\'accordo con la presa di posizione della Regione - afferma Vannucci -. Il parere consultivo, così come è stato argomentato con l\\\'apprezzabile richiamo alle motivazioni oggettive che sono alla base della richiesta di distacco, ci impongono però l\\\'assunzione di scelte e responsabilità immediate. In questo modo la Regione ha risposto alla maggioranza dei cittadini marchigiani che sentono proprio il territorio del Montefeltro e possono concepirlo solo unito e nelle Marche. Ma agli abitanti della Valmarecchia, ai quali dobbiamo rispetto delle loro esigenze, che cosa diciamo? Non possiamo ignorare le loro istanze. Altrettanto alta e decisa deve essere la risposta a chi, a stragrande maggioranza, ha chiesto la secessione».


Quale strada imboccare? «La strada, naturalmente, deve essere quella della collaborazione tra le Regioni e le Province. Ma la migliore garanzia che i protocolli d\\\'intesa vengano rispettati sta negli strumenti decisionali che ci diamo e a chi li affidiamo. A questo proposito - propone Vannucci - perché non pensare, per tutta la vallata, sia il versante marchigiano sia quello romagnolo, di approfittare dell\\\'articolo 116 della Costituzione (una assoluta novità del nostro ordinamento) che permette alle Regioni di affidare particolari forme di autonomia e quindi di potere decisionale a parti del proprio territorio?».

«Il parere sfavorevole della Regione deve essere accompagnato da azioni concrete per rimuovere le cause che sono alla base della scelta separatista dei cittadini. E mi riferisco ai collegamenti, ai servizi, allo sviluppo. I fondi istituiti dallo Stato per le aree di confine (una novità di questa legislatura) possono essere estesi anche alle zone fra Regioni a statuto ordinario. Se Marche ed Emilia Romagna insieme faranno fronte unico, può essere riconosciuta la specificità interregionale alla Valmarecchia».

«Il collegamento tra la vallata e la E 45, per la prima volta entrato nella programmazione regionale e nel Dpef (il Documento di programmazione economica finanziaria) dello Stato - conclude l\\\'onorevole Massimo Vannucci - deve cominciare a materializzarsi. E poi la terza corsia autostradale Rimini-Pedaso è in attesa di dare una risposta ai problemi della statale Marecchiese. Ogni angolo della valle deve essere servito da banda larga. Agli enti e agli uffici del territorio vanno affidate tutte le competenze affinché nessun cittadino debba spostarsi e fare inutili chilometri. Sono soltanto alcune indicazioni, la strada maestra è sempre quella di costruire una piattaforma vera e credibile con il territorio nel rispetto reciproco ma con la consapevolezza che il grido così forte e inaspettato che si è sollevato ha bisogno di scelte concrete e coraggiose».



da Massimo Vannucci
Partito Democratico




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-03-2008 alle 01:01 sul giornale del 03 marzo 2008 - 905 letture

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